Nel segno del Falco/ parte 2

C’eravamo lasciati con il Falco vincitore del Giro d’Italia nel 2002 e da lì riprendiamo. I successi di Savoldelli al giro non hanno seguito però nelle due stagioni successive, perché la sfortuna si abbatte sul ciclista bergamasco: una serie di infortuni blocca la sua carriera

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Savoldelli in maglia T Mobile nel 2004 (immagine da cyclingnews)

Viene messo sotto contratto dalla T-Mobile, ma non riesce ad ottenere risultati per via della lunga serie di sfortune che gli capita: prima cade mentre si allena a Tenerife, quindi ha un incidente con una moto durante un allenamento in Germania; quindi si rompe il polso al Giro di Colonia, riportando anche un trauma cranico, e si rompe la clavicola a causa dell’esplosione della ruota al Giro di California. Nonostante le tante sfortune, viene comunque ingaggiato nel 2005 dalla Discovery Channel, la squadra di Lance Armstrong, con la quale si presenta da capitano al giro di quell’anno.

All’inizio della corsa, nessuno scommetterebbe nulla sul Falco: in parte per la lunga serie di infortuni che l’aveva condizionato negli anni precedenti, in parte perché il suo Giro veniva considerato una vittoria dovuta soprattutto al sabotaggio che si erano causati da soli i grandi favoriti. Il pronostico è che il grande favorito è solo uno: Ivan Basso, reduce da tre Tour de France chiusi con ottimi risultati (11° nel 2002 con la vittoria della maglia bianca, quindi settimo e poi terzo). Altri due favoriti sono rappresentati dal duo della Lampre che l’anno prima si è dato battaglia per vincere il Giro: il giovane Damiano Cunego e l’esperto Gilberto Simoni. Il primo viene dal suo unico successo al Giro d’Italia, in cui sorprese tutti grazie ad uno stato di forma eccezionale che gli consentì di vincere la corsa rosa a sorpresa; il secondo, vincente nel 2003, l’anno prima aveva chiuso al terzo posto, rimasto sorpreso proprio da Cunego, che doveva fargli da gregario.

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Cunego e Simoni in maglia Lampre al Giro del 2005 (foto di Fabrizio Cason per digilander)

In seconda battuta ci sono Stefano Garzelli, che dopo la squalifica nel 2002 era ritornato a lottare per la rosa, chiudendo secondo dietro a Simoni nel 2003 e sesto nel 2004, e l’ucraino Serhij Honchar, campione del mondo a cronometro nel 2000 e già capace di chiudere sei volte tra i primi dieci alla corsa rosa, incluso il secondo posto del 2004 alle spalle di Cunego.

Il Falco non viene considerato tra i favoriti d’obbligo, anche a causa di una squadra che non sembra particolarmente all’altezza: i ciclisti che potrebbero dare una mano (Azevedo, Hincapie, Popovic) vengono risparmiati per il Tour, così i compagni di Savoldelli sono Michael Barry, Tom Danielson, un giovane Hesjedal; non proprio gli uomini giusti per comporre una squadra al Giro d’Italia. La corsa prende il via a Reggio Calabria il 7 maggio con un prologo di poco più di un chilometro; la rosa va all’australiano Brett Lancaster, mentre dopo l’ultima partenza viene celebrato il ritiro di Cipollini, avvenuto appena dieci giorni prima, applaudito da tutta la folla della città calabra.

I primi giorni sono ad appannaggio dei velocisti: Bettini, McEwen e Di Luca si alternano nelle vittorie di tappa, passandosi la maglia rosa. Nella settima tappa, che porta da Grosseto a Pistoia, sulla discesa che dal Sammommé porta all’arrivo, il ritmo imposto da Mirco Celestino fa saltare alcuni uomini di classifica, compreso Savoldelli che rimane bloccato nella pancia del gruppo e perde un minuto all’arrivo. Di Luca resta in maglia rosa ma, nel giorno della cronometro che porta da Lamporecchio a Firenze, subisce la rimonta di due ciclisti: Basso e proprio Savoldelli concludono a soli 17 secondi dal vincitore Zabriskie e si ritrovano entrambi a meno di un minuto di distanza dall’abruzzese;

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Basso, Simoni e Di Luca nella tappa che porta a Zoldo Alto, in cui il primo conquista la maglia rosa (foto di Franck Fife per gettyimages)

Cunego e Simoni restano attardati. La crono fa da preambolo all’esplosione del Giro, che avviene nell’undicesima tappa che porta a Zoldo Alto.

Quattro salite da affrontare nel corso della tappa: Passo di Cereda, Forcella Aurine, Passo Duran e Zoldo Alto. Sul Passo Duran, Basso inizia a forzare in avanti e in pochi gli stanno dietro: Di Luca, Simoni, Rujano e Savoldelli. Cunego, già apparso imballato nella cronometro, rimane indietro assieme a Garzelli. Basso forza ancora di più l’andatura e sulla salita di Zoldo Alto si staccano tutti. Tutti? No, perché il Falco resta incollato a Basso fino all’arrivo e va a vincere la tappa, la prima sin dal Giro del 1999. Basso su di lui ha un vantaggio di appena 17 secondi, mentre Di Luca si attesta intorno al minuto; Simoni a quasi 2′ e 30”.

(La parte finale della salita di Zoldo Alto; Di Luca è già attardato e, all’inizio di questo video, l’accelerazione di Basso lascia sul posto Simoni ma non Savoldelli, che arriverà assieme a lui all’arrivo)

Due giorni dopo però, accade l’impensabile: in un’altra tappa dolomitica, in cui i colombiani Parra e Rujano scappano all’inizio e arrivano da soli al traguardo, Basso si ritrova costretto a difendersi dagli attacchi di Cunego e Simoni. Sull’ultima salita però, viene colpito da una crisi di fame: Simoni intuisce le difficoltà dell’avversario e attacca. Il Falco non si lascia sfuggire l’occasione: contrattacca Simoni, lo sorpassa e vola a conquistare la maglia rosa, con più di 1′ di vantaggio su di un Basso in crisi totale. Il giorno dopo, il corridore della CSC affonda definitivamente: sul Passo dello Stelvio crolla e perde 40′, uscendo completamente di classifica. Mentre Parra e Rujano affondano un altro colpo (il primo va a vincere la tappa, il secondo entra di prepotenza in classifica tornando a poco più di 2′ di distacco) un Di Luca inaspettatamente ancora in classifica e Simoni provano a fiaccare Savoldelli sul passo del Foscagno, recuperando altri 28” alla maglia rosa. La classifica, dopo la quattordicesima tappa, recita:

  1. Paolo Savoldelli

  2. Danilo Di Luca a 25”

  3. Gilberto Simoni a 1′ e 48”

  4. Juan Manuel Garate a 2′ e 11”

  5. Josè Rujano a 2′ e 18”

Tutto si decide nelle ultime tappe, che comprendono due giorni di Dolomiti, inframezzati dalla cronometro di Torino. Nella prima, che porta a Limone Piemonte, sul Colle Tenda, Ivan Basso si prende la sua rivincita: uscito di classifica, attacca e si lascia dietro tutti, andando a vincere la tappa. Sulla salita, Simoni e Rujano attaccano ancora: il duo prova ancora a fiaccare la resistenza del Falco, che pur senza squadra trova le ruote a cui attaccarsi, soprattutto quelle di Honchar, Garate e Parra. I due gli recuperano altri 40”, ma Di Luca alle spalle cede, perdendo 1′ dalla maglia rosa.

Ma il Falco ha ancora cartucce da sparare: nella cronometro che porta a Torino, mentre Basso vince la seconda tappa in due giorni, Savoldelli dà il tutto per tutto e rifila più di 1′ a tutti suoi principali contendenti, quasi 2′ a Di Luca e Rujano. Il giorno dopo però, si affronta il Colle delle Finestre: salita di 20 chilometri, la parte finale su sterrato, con punte al 14% e 1700 metri di dislivello. Come se non bastasse, dopo c’è anche il Sestriere da

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In primo piano José Rujano, alle sue spalle Ivan Parra: i due colombiani sono tra i protagonisti del Giro del 2005 (immagine di Franck Fife per gettyimages)

affrontare, montagna su cui si può decidere il Giro. Quando si arriva sulle prime rampe, il Falco non può tenere il passo dei suoi rivali: Di Luca fa un’andatura indiavolata e si porta dietro Rujano e Simoni, lasciando indietro Savoldelli che sale col suo passo.

Il Giro sembra perso: Savoldelli in salita inizia a perdere contatto da tutti gli uomini di classifica e, quando scollinano, Simoni è virtualmente in maglia rosa per una ventina di secondi. Ma sulla discesa che porta dal Colle delle Finestre al Sestriere, il Falco torna se stesso e si lancia sulle rampe che portano alla base dell’ultima montagna del Giro, riprendendo Honchar e Garate, che saranno poi fondamentali nell’ultima salita. Nel frattempo, i tre fuggitivi perdono Di Luca, che dopo aver fatto l’andatura per tutto il Colle delle Finestre viene colpito da crampi ed è costretto a rallentare. Sulle rampe del Sestriere poi, Simoni non riesce più a tenere il passo di Rujano, che s’invola da solo alla conquista della tappa e della maglia verde. Savoldelli trova aiuti importanti da Garate, Honchar, Valjavec e Van Huffel, coi quali risale la china sull’ultima salita, riprendendosi la maglia rosa. Il Giro si conclude con il Falco vincitore per 28 secondi su Simoni e per 45 su Rujano.

(Video riassuntivo (lungo) della tappa del Colle delle Finestre e del Sestriere, nella quale si decide il Giro del 2005. Nonostante la lunghezza, se ne avete il tempo vi consiglio di guardarlo)

Savoldelli ci riproverà ancora negli anni seguenti, ma senza mai poter coltivare vere chance di classifica. Al Giro del 2006 prende la maglia rosa nel prologo, ma poi si ritrova a combattere con una devastante allergia: chiude comunque al 5° posto, ma a quasi 20′ di distanza da Basso, dominatore assoluto. Nei due anni successivi conquista una cronometro, nella ventesima tappa del Giro del 2007, mentre nella sua ultima partecipazione è capitano della LPR assieme a Di Luca, ma alla fine si ritrova a fargli da gregario, aiutandolo nella dura lotta di Contador. Non solo Giro, però: nel 2005 si ritrova a fare da gregario a Lance Armstrong al Tour, cosa che gli frutta una vittoria di Tappa nella corsa francese, in fuga con il norvegese Arvesen, chiudendo pure al 25° posto della classifica generale.

(La tappa vinta da Savoldelli al Tour del 2005 contro Arvesen in volata)

Si ritira nel 2008 e va a fare la motocronaca alla Rai durante la corsa rosa (poi passa al canale della piattaforma Sky di Bike Channel), al termine di una carriera ricca di successi e di soddisfazioni, al netto di una quantità di sfortune e infortuni davvero impareggiabili. Ma forse, può andare bene anche così.

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