Le Classiche del ciclismo: Amstel Gold Race 1996

Oggi è il giorno della classica più giovane di tutte: oggi è il giorno dell’Amstel Gold Race, che si corre tra Belgio e Olanda. Oggi, la salita più nota della corsa è sicuramente il Cauberg, sul quale spesso si decide l’esito della gara, ma l’ormai storica ascesa non c’è sempre stata, anzi fino al 2003 gli strappi decisivi sono stati altri. Questo perché il percorso è stato cambiato a causa del morbo della Mucca Pazza, che spinse gli organizzatori a modificarne il tracciato. Ma è una corsa difficile, che si snoda in terre ventose e ostiche e che non ha nulla da meno rispetto alle altre classiche. E oggi, in occasione della cinquantunesima edizione della gara, andiamo per la prima volta a rivivere il successo di un italiano: quello datato 1996, anno in cui Stefano Zanini conquistò in solitaria la più giovane delle classiche.

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Gianetti beffa Cassani all’arrivo dell’Amstel Gold Race nel 1995, una delle tante delusioni italiane alla classica (foto: museodelciclismo)

A lungo, l’Amstel Gold Race è stata la corsa tabù per i colori italiani: in una gara in cui a farla da padrone sono stati a lungo belgi e olandesi, i corridori azzurri si sono dovuti accontentare di tante sconfitte, spesso con il secondo posto. Nel 1978, Moser giunse secondo dietro a Jan Raas, primo con oltre 1′ di vantaggio; quindi, negli anni ’90, una lunga serie di delusioni. Nel 1991, Fondriest perse in volata ristretta contro Maassen, poi tra il ’93 e il ’95 arrivarono altri tre secondi posti, tutti giunti in volata a due: Bugno battuto dallo svizzero Jarmann, Cenghialta dal belga Museeuw, Cassani da un altro svizzero, Gianetti. Dopo tutte queste sconfitte, la soluzione può essere solo una: arrivare in solitaria. Ed è quello che pensa di fare Stefano Zanini nel 1996.

Alla vigilia della corsa, Zanini ha già alle spalle una più che discreta carriera: velocista, ha già conquistato una tappa al giro (l’arrivo a Milano del 1994), una Milano-Torino, due tappe alla Tirreno-Adriatico e qualche altro successo minore. Non è un cannibale, ma è comunque dotato di un buono scatto ed è uno da non sottovalutare in arrivo in gruppo. Tuttavia, quell’Amstel Gold Race non sembra pane per i suoi denti: i favoriti sono i belgi Museeuw e Vandenbroucke, sui quali vanno la maggior parte dei pronostici; gli outsider sono un giovane Lance Armstrong e il danese Rolf Sorensen, ma anche l’Italia ha le sue punte, particolarmente Bartoli e Bugno.

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Rolf Sorensen, uno dei favoriti e dei protagonisti dell’Amstel Gold Race 1996 (foto da Youtube.com)

La corsa si snoda con continui attacchi, ma nessuno riesce mai a prendere il largo con decisione. Sono tanti a provare l’attacco, ma il vento e le continue salite rendono difficile se non impossibile guadagnare abbastanza vantaggio da poter distanziare a sufficienza il gruppo. È una corsa ad eliminazione, ma nel gruppo di testa restano tutti i più forti: Bugno, Vandenbroucke, Sorensen, Indurain, Ballerini, Riis sono tutti nel gruppo di testa. Tuttavia, giunge l’attacco: a farlo è il danese Sorensen, accompagnato dai due italiani Peron e Missaglia. I tre, quando mancano circa venti chilometri all’arrivo, hanno un vantaggio di circa 35 secondi e sembra possano arrivare fino in fondo. Ma Zanini ha pensato a un finale diverso.

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Beat Zberg, che con il suo attacco dà la possibilità a Zanini di riportarsi sui fuggitivi. 

Sulla salita dell’Halembaye, lo svizzero Beat Zberg scatta in avanti, nel tentativo di riportarsi sui fuggitivi. Zanini decide di mettersi a ruota e si lancia anche lui all’attacco. Vedendo che ha gamba, molta più di Zberg, l’italiano decide di lasciare sul posto l’altro contrattaccante e tornare sui battistrada da solo, riuscendoci. Quindi, cogliendoli di sorpresa, Zanini attacca ancora e guadagna velocemente sessanta metri di vantaggio, dando così il la per la fuga e mentre gli altri tre vengono ripresi dal gruppo, Zanini entra a Maastricht in solitaria e taglia il traguardo da solo con venti secondi di vantaggio; la volata del gruppo verrà vinta da Mauro Bettin, il quarto italiano consecutivo ad ottenere il secondo posto alla classica olandese. Ma ormai la maledizione è spezzata: un italiano ha vinto per la prima volta l’Amstel Gold Race.

(L’arrivo di Zanini, che spezza la maledizione dell’Italia all’Amstel Gold Race, nel tripudio delle immagini Rai dell’epoca)

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