Le Classiche del ciclismo – Giro delle Fiandre 2001

Oggi, mentre scrivo, è già iniziato il Giro delle Fiandre, la seconda Classica Monumento. La Ronde Van Vlaanderen, come chiamata in olandese, è certamente una delle classiche più affascinanti: i tanti muri, il pavé e il clima hanno reso nel corso del tempo questa corsa una delle più difficili ma allo stesso tempo ambite, per la difficoltà e per la bellezza della corsa in terra olandese. Dopo aver rivisto i successi di Jan Raas alla Milano-Sanremo e di Barry Hoban alla Gand-Wevelegem, andiamo oggi a rivisitare una corsa di molto più recente. Torniamo quindi al 2001, quando il Giro delle Fiandre viene conquistato da Gianluca Bortolami.

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Bortolami vincente al Tour de France, nel suo unico successo ottenuto nella corsa francese

Diventato professionista nel 1990, in gioventù Gianluca Bortolami era stato un promettentissimo ciclista: da ragazzo era pistard, cosa che lo aveva portato a competere alle Olimpiadi di Seoul del 1988 e anche a rischiare la vita, cadendo in allenamento sulla pista di Norimberga; passato ai pro, dopo qualche successo minore, nel 1994 aveva colto diverse vittorie, tra cui il Leeds International Classic e il Gran Premio di Svizzera, conquistando la vittoria nella classifica a punti della Coppa del Mondo. Dopo questa vittoria però, una serie di infortuni aveva reso la sua carriera un calvario: mononucleosi, cadute, fratture e acciacchi ne limitano di molto la carriera; pur ottenendo successi, tra cui una tappa al Tour de France nel 1996, non riesce mai ad esprimersi al meglio. Al Giro delle Fiandre del 2001, Bortolami si presenta ormai trentaduenne, quasi a fine carriera, ma con un ottima forma fisica: è il giorno in cui la sorte deve pagargli dazio, dopo anni di difficoltà.

Sono diversi i favoriti ai nastri di partenza: in primo luogo, il belga Andrei Tchmil, vincitore l’anno prima e deciso a ripetersi, forte di una squadra che avrebbe fatto di tutto per fargli tagliare per primo il traguardo. Quindi, Johan Museeuw, già vincitore tre volte e che avrebbe tentato l’attacco al quarto successo, che lo avrebbe reso il ciclista più vincente di sempre al Giro delle Fiandre. Non solo belgi comunque: anche l’Italia ha le sue frecce a disposizione con Michele Bartoli, specialista da corse di un giorno e decisamente il corridore del Belpaese più forte; un giovane Paolo Bettini, desideroso di mettersi in luce agli inizi della carriera; Andrea Tafi, velocista che però quel giorno non è al meglio; Max Sciandri e Denis Zanette, altri ciclisti da corsa di un giorno. E poi, altri corridori di livello: Erik Zabel, Ludo Dierckxsens, Ekimov, Hincapie, Vandevelde, van Petegem. Tanti quindi quelli che potrebbero portarsi a casa la corsa, ma il Fiandre con i suoi muri sa essere una corsa molto selettiva e non è detto che si arrivi tutti insieme al traguardo.

I primi chilometri della corsa sono subito duri: il clima poco favorevole durante il passaggio lungo la costa causa diverse cadute, in cui rimangono coinvolti anche Zabel, Museeuw e van Petegem tra gli altri.

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Un festante Ludo Dierckxsens, uno dei protagonisti assoluti del Fiandre 2001

Anche Bortolami ha problemi: dopo venti chilometri la sua bici si rompe in due ed è costretto a fermarsi e cambiarla, dovendo poi andarsi a riprendere il gruppo, dando fondo da subito alle proprie energie. Il primo attacco di giornata è siglato da Karel Pauwels e Bert Scheirlinckx, che si portano dietro altri quindici corridori. Il nutrito gruppo di fuggitivi riesce a guadagnare fino a cinque minuti di vantaggio; all’ingresso di Oudenaarde, quattro ciclisti fanno selezione e si lasciano indietro il resto del gruppetto. Si tratta di Nico Eeckhout, Paolo Bossoni, Christophe Detilloux e Martin van Steen. Ma il gruppo principale non ci sta e, guidato dai forcing delle squadre dei favoriti, va a rintuzzare il gap fino a due minuti e mezzo. Quindi, al chilometro 161, diciotto contrattaccanti agganciano la testa della corsa e nei successivi cento chilometri si susseguono costantemente diversi attacchi.

Sulla salita dell’Oude Kwaremont, Dierckxsens, Nardello, Zanini, Knaven, Vandevelde e Baldato fanno selezione, lasciandosi indietro gli altri. Poco dopo, altri tre si riuniscono alla testa della corsa: sono Pizikis, van Bakker e Vanhaecke. Il gruppo, tornato fino ad un minuto di distanza dai battistrada, smette di tirare: è il momento decisivo della corsa, perché in quell’istante Bortolami, accompagnato da Max Sciandri e Gert Van Bondt, si lascia indietro il gruppone e a 37 chilometri dall’arrivo, sulla salita del Taaienberg, giunge ad agganciare la testa della corsa. Poco dopo, altri tre contrattaccanti riprendono i fuggitivi: sono Denis Zanette, Chris Peers e Rolf Sorensen. Gli ultimi venti chilometri sono un continuo attaccare: Sciandri, Dierckxsens, Nardello, Zanette e Peers sembrano i più forti e cercano di fare selezione senza sosta. Alla fine ci riescono: sulla salita di Geraardsbergen giunge l’attacco decisivo e in otto si sganciano in vetta. Oltre ai cinque già citati ci sono Bortolami, Dekker e Sorensen. Al termine della discesa del Geraardsbergen, gli otto battistrada hanno 16 secondi di vantaggio sul gruppetto degli inseguitori: sarà un vantaggio sufficiente per arrivare così all’arrivo, perché nemmeno la salita del Bosberg permetterà a qualcuno di rientrare.

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Denis Zanette, uno dei migliori al Fiandre 2001, in azione sull’Oude Kwaremont

Non mancano però gli ultimi attacchi: Dierckxsens e Sciandri cercano di lasciarsi indietro gli altri corridori, senza fortuna. Dekker, sicuro di essere il più forte in volata, controlla che gli inseguitori non riescano a riportarsi sotto e rintuzza i tentativi di fuga finali. Bortolami controlla: ha speso tanto per riportarsi sui battistrada e ha dovuto rispondere ai continui attacchi susseguitisi sui muri. Forse ha ancora una cartuccia da sparare, ma deve capire quando sarà l’attimo buono.Gli otto battistrada si giocano tutto in volata: a 400 metri dall’arrivo, Sciandri cerca di anticipare tutti partendo per primo, ma viene ben presto superato da Zanette che lo stacca e s’invola verso il traguardo. Dal centro, Dekker scatta e sembra poter fare sua la corsa e negli ultimi metri passa Zanette. Ma nessuno in tutto questo ha calcolato Bortolami: il trentaduenne di Locate di Triulzi prende la ruota di Zanette sul lato destro della carreggiata e sorprende tutti, conquistando la leadership negli ultimi cento metri e tagliando il traguardo per primo, pur necessitando del fotofinish per vedersi assegnata la vittoria.

(L’arrivo vincente di Bortolami, capace di sorprendere Dekker e Zanette e conquistare la vittoria nella corsa belga)

Al traguardo, Bortolami riceve i complimenti di Museeuw, che qualche anno prima gli aveva tolto il successo proprio alla Roubaix per questione di millimetri, nell’unico piazzamento che l’italiano aveva ottenuto precedentemente a una classica. Il Giro delle Fiandre del 2001 sarà l’unico grande successo in carriera di Bortolami: negli anni successivi conquista qualche vittoria minore, prima di ritirarsi nel 2006, a trentotto anni, per una miocardite, l’ennesimo problema di salute in una carriera falcidiata dagli infortuni. Ma quel Fiandre fu un vero premio alla carriera, un riconoscimento a favore di un uomo che non ha mai smesso di lottare di fronte alle difficoltà.

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