Le classiche del ciclismo: Gand-Wevelgem 1974

Domani, nella domenica di Pasqua, iniziano le classiche del pavè: come ogni anno, ad aprire queste competizioni sarà la Gand Wevelgem, cui faranno seguito nelle prossime due settimane il Giro delle Fiandre e la Parigi Roubaix. La prima edizione della Gand-Wevelgem venne corsa nel 1934 e delle tre classiche del pavé è quella più adatta ai velocisti e agli arrivi in volata: sono presenti alcune ascese, in particolare la doppia salita su due versanti diversi del Kemmelberg, ma sono solitamente poste distanti dall’arrivo. Oggi, andiamo a rivivere un’edizione classica della corsa belga, quella del 1974, in cui vinse l’inglese Barry Hoban.

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Barry Hoban, vincitore della Gand-Wevelgem 1974

Ai nastri di partenza a Gand, i grandi favoriti sono i belgi padroni di casa: i fiamminghi hanno conquistato 33 delle 35 edizioni precedenti, cedendo il passo solo nel 1954 allo svizzero Graf e nel 1964 al francese Anquetil. Ovvio che quindi i favoriti siano loro: Eddie Merckx, vincitore già tre volte della corsa (’67, ’70 e ’73), Roger Swerts, vincitore nel 1972, Walter Godefroot, vincitore nel 1968, Roger de Vlaeminck, secondo nel 1969 e nel 1971, senza contare gli outsider Verbeeck, Planckeart e Leman. Non sembrano esserci altri grandi favoriti, probabilmente perché la corsa è stata così tanto ad appannaggio dei padroni di casa che scoraggia alla partecipazione molti ciclisti. Ma non Barry Hoban, trentaquattrenne di Stanley, minuscola cittadina nei pressi di Wakefield, che sta attraversando un ottimo periodo di forma.

Hoban ha avuto fino a quel momento una solida carriera, pur senza eccessivi acuti: velocista, sei tappe al Tour de France e due alla Vuelta; da giovane aveva conquistato il campionato mondiale su strada per dilettanti. La Gran Bretagna non aveva grandi ciclisti da offrire in quel periodo: la scomparsa di Tom Simpson, morto sul Mont Ventoux durante il Tour del 1967, aveva lasciato un vuoto incolmabile. Simpson era stato infatti un gran corridore da corse di un giorno, capace di vincere Giro delle Fiandre, Milano-Sanremo e Giro di Lombardia.

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Il compianto Tom Simpson, durante quella maledetta ascesa del Mont Ventoux

Il giorno dopo la sua morte, i corridori al Tour avevano deciso di far vincere la tappa ad uno dei quattro inglesi rimasti in corsa, in memoria di Simpson: a tagliare per primo il traguardo era stato proprio Barry Hoban, al suo primo successo nella corsa a tappe francese. Erano seguiti altri successi, ma il ciclista non aveva mai avuto lo spunto decisivo in una classica, ottenendo soltanto un paio di podi alla Roubaix e alla Liegi, pur restando un velocista di tutto rispetto in caso di arrivo in gruppo ristretto. L’inizio della sua stagione 1974 era stato buono: aveva lavorato per Bal e Zoetemelk alla settimana catalana ed era entrato in condizione prima rispetto al solito.

Dopo 27 chilometri di corsa giunge il primo attacco: il belga De Vlam e il tedesco Tischler prendono il largo. Vengono ripresi nei pressi di Ostende, poco prima che la corsa lasci la costa per spostarsi nell’entroterra. Qui, iniziano le prime schermaglie tra i favoriti, con l’olandese Cees Bal e il belga Patrick Sercu molto attivi davanti, senza però riuscire a spezzare la corsa. Sulla prima ascesa del Kemmel attaccano Merckx e Swerts, che vengono però ripresi lungo la salita, dove transita in testa Roger de Vlaeminck. Subito dopo arriva l’attacco di Verbeeck, che guadagna una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo. La promettente progressione del belga arriva fino alla seconda ascesa del Kemmel, dove il fuggitivo viene ripreso da un gruppetto di sedici ciclisti, contenente tutti i favoriti: Merckx, De Vlaeminck, Leman, Godefroot, Swerts, Maertens sono tutti insieme nel gruppo di testa. Mancano meno di trenta chilometri all’arrivo e Hoban sa che un arrivo con questo gruppetto può essergli favorevole.

Non tutti però vogliono arrivare in volata: l’olandese Tino Tabak, per esempio, scatta quando la corsa giunge nei sobborghi di Wevelgem, guadagnando sessanta metri di vantaggio in un amen.

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Tino Tabak, protagonista di un attacco a qualche chilometro dall’arrivo, alle porte di Wevelgem

Tabak continua nella sua azione, ma la stanchezza inizia a farsi sentire e l’olandese viene ripreso a quattro chilometri dall’arrivo. A questo punto si arriva in volata: Swerts prova a giocare d’anticipo e scatta in avanti a cinquecento metri dal traguardo, con Tabak subito pronto ad andargli dietro. Leman e Merckx sono però più veloci e passano i due prima dell’arrivo: sono i più veloci del gruppo e sono decisamente i favoriti. Ma non hanno calcolato Barry Hoban.

Con ormai duecento metri da correre, Leman e Merckx inaspettatamente si separano, allargandosi verso i due lati: Hoban, come Mosé di fronte alle acque del Mar Rosso che si aprono, si prodiga in uno scatto centralissimo di pura foga e va a vincere dando mezza bicicletta di distanza a Merckx e conquistando la sua prima classica all’età di trentaquattro anni (l’arrivo si può ammirare a questo link). Anche il pubblico belga ammetterà, dopo la corsa, che lo scatto di Hoban era stata una bellissima prova di forza e determinazione, una vittoria inaspettata ma frutto della capacità di saper sfruttare una situazione favorevole per raggiungere il successo.

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Barry Hoban taglia il traguardo esultante alla Gand-Wevelgem 1974

Sarà l’unico successo in una classica per il britannico: pur correndo fino al 1982, Hoban non riuscirà mai più a ripetere l’exploit, anche se conquisterà altre due tappe al Tour de France e una classifica a punti della corsa gialla, successi che lo resero per lungo tempo l’inglese ad aver vinto più tappe nella storia del Tour. Non solo: per un lungo periodo, la Gand-Wevelgem del 1974 restò l’ultimo successo nelle classiche da un giorno della Gran Bretagna. Il digiuno è stato spezzato da Mark Cavendish alla Milano-Sanremo del 2009; Cannonball ha pure tolto a Hoban il record di vittorie di tappa inglesi al Tour, sorpassandolo di molto. Ma il successo di Barry, capace di battere in volata Eddie Merckx e spezzare il dominio belga alla Gand-Wevelgem, resta tuttora qualcosa di talmente bello da togliere il fiato.

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